Lingua giapponese: sfumature di ganbatte

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頑張る /ganbaru/ : insistere in ql.co., ostinarsi a, sforzarsi di, fare del proprio meglio, tenere duro, non cedere a ql.co.

Prima di trasferirmi in Giappone e durante i primi mesi di permanenza, ganbatte (fai del tuo meglio) era un innocuo modo di esortare i miei compagni di studi, o una parolina da sussurrare a me stessa quando mi trovavo davanti a una nuova sfida. Credevo che fosse un’espressione dal significato del tutto positivo, e con le migliori intenzioni la usavo per incoraggiare gli altri o me stessa a lavorare sodo.

Solo molti mesi più tardi, quando la mia comprensione della lingua e della cultura giapponesi si approfondì, la mia prospettiva iniziò lentamente a mutare.
In quel periodo frequentavo una scuola di lingua dal lunedì al venerdì e mi destreggiavo tra due lavori, che mi lasciavano soltanto due pomeriggi liberi a settimana. Dovevo usare quelle ore per studiare, ma avevo anche bisogno di staccare la spina e rilassarmi. Iniziai a sentirmi in colpa ogni volta che uscivo per una passeggiata o vedevo degli amici, e a pensare che mi stavo perdendo qualcosa quando restavo in casa a fare i compiti. Presto persi il sonno e cominciai ad avere attacchi di ansia.

Le persone intorno a me notavano le mie occhiaie, e per tutta risposta mi offrivano un incurante ganbatte ne! Così andai avanti a fare del mio meglio e pure di più, ed ero sempre più esausta. Avevo interiorizzato quell’espressione e continuavo a ripetermela, ancora e ancora, come un mantra. Ganbatte, solo un altro po’.

lingua giapponese sfumature di ganbatte

Ganbaru in Giappone non è soltanto fare del proprio meglio, ma vuol dire molto di più. Bisogna resistere stoicamente a qualunque avversità, rassegnarsi, tenere duro.
La parola è formata da due kanji: il primo 頑 (gan) indica cocciutaggine, fermezza, ostinazione. 張る (haru) ha diverse definizioni e porta con sé il concetto di estendersi, tirare, tendere.
Il significato di 頑張る ganbaru è legato a quello di un altro termine, 我慢 gaman: pazienza, sopportazione, perseveranza, tolleranza.

Pur essendo spesso considerati concetti positivi, possono facilmente assumere connotazioni dannose se portati agli estremi.
Nelle compagnie Giapponesi è di norma fare lunghe ore di straordinario. Questo causa il tragico fenomeno della morte da troppo lavoro, 過労死 (karoshi), che mette a rischio un quinto della forza lavoro giapponese.
Eppure, la stessa mentalità è la ragione che sta dietro alla resilienza del paese e alla solidità del suo tessuto sociale, persino di fronte alle calamità naturali che troppo spesso lo colpiscono.

Impiegai parecchio tempo per trovare un equilibrio che mi mantenesse a galla. Ci vollero mesi di cocciutaggine ottusa, in cui alzarsi la mattina diventava uno sforzo sempre più grande e la depressione si mangiava pezzi della mia vita. Ci volle un’amica che, finalmente, mi disse 諦めてもいいよ!akiramete mo ii yo!, va bene anche rinunciare – a qualcosa, qualche volta, quando non ce la si fa più. Chiesi di poter avere il sabato libero: sembra una piccola cosa, ma ricominciai a respirare e, finalmente, a fare del mio meglio sul serio.

Ho dovuto immergermi del tutto nella cultura del Giappone e imparare le molte sfumature della sua lingua per capire tutte le implicazioni che si nascondono dietro all’onnipresente concetto di ganbatte. E allo stesso tempo ho imparato tante cose su me stessa, e sono diventata più comprensiva verso le mie debolezze.

Mi dico ancora ganbatte, a volte, ma con una voce che è quasi una carezza.

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4 Comments

  1. 21st January 2017 / 7:59 am

    Interessantissimo, il ganbatte è sempre stato una costante anche dei miei studi, ma avevo iniziato a sospettare il suo retroscena meno simpatico. Ora tu me ne dai conferma anche a livello semantico. Grazie!

    • Elena
      23rd January 2017 / 6:48 pm

      Mi fa piacere che tu abbia trovato la lettura interessante! Finché lo si dice come incoraggiamento leggero, e l’altra persona non è già schiacciata da mille impegni, è un incoraggiamento positivo!

  2. 24th January 2017 / 2:25 pm

    Ciao Elena e benritrovata online! E’ un vero piacere poterti rileggere, post davvero tanto interessante ed esaustivo, complimenti! 🙂
    Il nuovo sito mi piace tantissimo, e non vedo l’ora di continuare a leggere le tue storie e annotazioni varie!
    Il concetto di ganbatte devo dire mi è sempre stato piuttosto stretto, non sono riuscita a vivere in Giappone tanto a lungo quanto te probabilmente anche per questo motivo, per quanto oggi mi dispiaccia non essere riuscita a essere così “stoica”. Ma appunto, 諦めてもいいよ!se non si riesce non è un dramma, va bene rallentare e ritrovare un proprio equilibrio.

    Un abbraccio forte e a presto! 😀

    • Elena
      28th January 2017 / 5:55 pm

      Ciao Daniela, grazie!
      Spero di tornare a scrivere con costanza ora che ho inaugurato questo nuovo blog.
      Nemmeno io so come ho fatto a stare in Giappone così a lungo, forse grazie a tutte quelle cose che mi mancano tanto ora che sono lontana, e a qualche buon amico. Però ho rinunciato ormai del tutto all’idea di tornare ora che le persone che conoscevo sono altrove e non avrei rete di protezione.
      Certe lezioni vanno imparate sulla propria pelle, immagino.

      Un abbraccio a te, a presto!