Studiare in Giappone: domande frequenti

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In questi anni ho ricevuto numerose richieste di informazioni da parte di persone interessate all’opportunità di studiare in Giappone, quindi mi è sembrato utile ordinare le risposte in un unico articolo. Non è una lista esaustiva e di certo ho dimenticato qualcosa, quindi se avete altri dubbi o curiosità lasciate un commento e, nel limite delle mie conoscenze, cercherò di aiutarvi.

Tutti i prezzi sono indicati in yen. Qui trovate un convertitore per avere un’idea dell’equivalente in euro al cambio attuale.

  • Come faccio a studiare in Giappone? Cosa mi serve?

Consiglio di rivolgersi a Go! Go! Nihon, un’agenzia che offre informazioni e aiuto in modo gratuito. Tramite loro, per ottenere il certificato di eleggibilità da convertire poi in visto studentesco presso l’Ambasciata o il Consolato, vi serviranno: copia del passaporto, una fototessera, copia del diploma di scuola superiore o del certificato di laurea (a seconda degli studi che avete completato), documenti che attestino che voi (o il vostro sponsor finanziario) siete in grado di provvedere alle vostre spese.

  • Quanti soldi servono per studiare in Giappone? Quanto costa la vita?

La retta della scuola per un anno si aggira sugli 800.000 yen. Il costo della vita in Giappone è alto, ma non estremamente più alto rispetto a quello nelle grandi città italiane (provate questo sito per confrontare la vostra città e quella in cui vorreste andare a vivere). Per le spese mensili calcolate almeno 100.000 yen (di cui circa la metà per l’affitto), con oscillazioni anche consistenti in base alla zona in cui abitate e al vostro stile di vita.

  • In che città mi consigli di andare?

La scelta della città è influenzata da un’infinità di fattori tra cui i vostri interessi, i vostri piani futuri, il vostro budget.

Personalmente, vivere a Kyoto è stata un’esperienza fantastica. Il costo della vita è nettamente inferiore rispetto a Tokyo (ma anche alla vicina Osaka), si può risparmiare sui mezzi di trasporto dato che le distanze sono spesso facilmente percorribili in bicicletta, e per quanto riguarda i luoghi da visitare non ha rivali. Io sono sempre stata interessata alla cultura tradizionale, all’arte buddhista e ho una grande passione per il Genji monogatari, quindi Kyoto è stata una scelta quasi ovvia.

A Tokyo i costi della vita sono molto più alti rispetto a ogni altra area del Paese. Dovrete abituarvi a muovervi in treni affollatissimi nelle ore di punta, a perdervi all’interno di stazioni immense e a vivere in una delle metropoli più popolose del mondo. D’altro canto Tokyo è una di quelle città che offrono letteralmente qualunque cosa si desideri, è composta di quartieri estremamente diversi tra loro, ricca di parchi e aree verdi, musei, eventi. Inoltre, se il vostro obiettivo è trovare lavoro in Giappone, la possibilità a Tokyo sono esponenzialmente più alte rispetto alle altre città dell’arcipelago.

Osaka è un po’ una via di mezzo: è grande, piuttosto costosa, ma non è stressante come Tokyo e si trova a meno di un’ora da Kyoto, ma offre più possibilità di lavoro. La gente di Osaka è famosa in Giappone per essere amichevole, rilassata e chiassosa.

Tra le altre possibilità ci sono Yokohama (vicina a Tokyo, vivace ma meno costosa della capitale), Fukuoka (in Kyushu, vicina all’oceano, lo stile di vita è più rilassato rispetto a Osaka o Tokyo), Sapporo (in Hokkaido, l’isola più a nord dell’arcipelago, dove gli inverni sono lunghi e nevosi – un Giappone diverso).

Vi suggerisco di scrivere le vostre priorità, vi aiuterà a fare chiarezza su questa scelta.

studiare in giappone: domande frequenti

  • Puoi consigliarmi una buona scuola di lingua?

Ho esperienza diretta soltanto dell’Arc Academy di Kyoto, nella quale mi sono trovata molto bene (tanto da tornare una seconda volta a studiare lì), ma conosco persone che non sono state soddisfatte dalla loro esperienza, quindi tutto è soggettivo. Per farvi un’idea di quale possa essere la scuola più adatta alle vostre esigenze vi consiglio nuovamente di rivolgervi a Go! Go! Nihon, magari facendo poi un’ulteriore ricerca sul web per raccogliere più informazioni sulle scuole che vi sembrano più valide.

Alcune persone consigliano di evitare le scuole a maggioranza di occidentali (come è la Arc, almeno per quanto riguarda i livelli principiante/intermedio) e di preferire quelle frequentate principalmente da asiatici, per non avere la tentazione di usare l’inglese e di adeguarvi allo stile di vita festaiolo di molti. Personalmente, avendo chiari i miei obiettivi e le mie risorse economiche, sono riuscita in qualche modo a trovare un equilibrio tra studio, lavoro part-time e tempo libero, così come tra pratica del giapponese e chiacchiere in libertà in altre lingue. Ho conosciuto alcuni dei miei migliori amici tra gli europei a Kyoto, quindi anche tornando indietro farei la stessa scelta, ma è giusto che conosciate entrambi i punti di vista. Immergervi completamente in un ambiente in cui nessuno parla altro che giapponese di certo vi farà progredire nella conversazione molto più in fretta.

  • Come sono le lezioni a scuola?

La maggior parte delle scuole offre un programma equilibrato tra i vari aspetti dell’apprendimento della lingua. Ci sono lezioni settimanali di ascolto, lettura e conversazione, oltre allo studio quotidiano di pronuncia, kanji, grammatica e vocaboli. Alcune hanno corsi specifici per prepararsi al JLPT, o si focalizzano sul giapponese per il lavoro, che potete scegliere di frequentare in modo facoltativo.

Fin dal livello dei principianti assoluti le lezioni sono esclusivamente in giapponese, e sarete incoraggiati a usare anche con gli altri studenti soltanto la lingua che state studiando.

  • Quanto tempo ci vuole per raggiungere un livello avanzato partendo da zero?

Dipende ovviamente dal vostro impegno e dalle vostre capacità, ma studiando a tempo pieno indicativamente un paio di anni. Se seguite il programma delle scuole senza dover ripetere parte del corso due anni vi basteranno per arrivare da hiragana e katakana a (almeno) il livello N2 del JLPT.
Tenete sempre conto del fatto che imparare il giapponese è un processo che in qualche modo non termina mai: anche quando parlerete bene e capirete quasi tutto quello che vi viene detto ci saranno ancora mille cose che vi sembra di non sapere. Però è proprio questo il bello, quindi non scoraggiatevi e siate costanti!

  • Per quanto tempo posso studiare in Giappone? Ci sono corsi più brevi per il periodo estivo?

Il visto studentesco che si ottiene per studiare presso le scuole di lingua ha una durata massima complessiva di 2 anni (ad esempio io fatto quindici mesi, più altri nove dopo un rientro in Italia). Se siete ammessi all’università o in una scuola specialistica si estende di altri 4 anni.

C’è anche la possibilità, presso alcune scuole che offrono corsi di tre mesi, di studiare col visto turistico (massimo 90 giorni di permanenza in Giappone). Per corsi più lunghi vi servirà invece il visto studentesco.

Molte scuole offrono corsi di un mese tra luglio e agosto, spesso semplicemente inserendovi in una classe già esistente adatta al vostro livello. Vi consiglio comunque di informarvi direttamente presso la struttura di vostro interesse.

  • Come faccio a trovare casa?

Se siete in contatto con Go! Go! Nihon vi offriranno anche aiuto per scegliere la casa tra diverse opzioni (casa in condivisione, appartamento privato, dormitorio o homestay). Altrimenti vi consiglio di cercare “monthly apartment” o “share house” (+ nome della città) e troverete siti di agenzie che affittano a stranieri, con personale che parla inglese. Gli affitti sono un po’ più alti della media, ma gli alloggi sono già ammobiliati e non dovrete pagare una quota a fondo perduto (礼金 reikin) spesso necessaria per i contratti d’affitto in Giappone.

  • Posso lavorare col visto studentesco? Come faccio a trovare lavoro? Che tipo di lavoro posso fare?
Col visto studentesco si può lavorare fino a 28 ore a settimana. La paga minima è tra i 750 e gli 800 yen all’ora. I lavori più comuni per gli studenti sono quelli come cameriere e insegnante di lingua.

Per trovare lavoro potete rispondere agli annunci su internet (esempi di chiavi di ricerca: 外国人求人 gaikokujin kyuujin 外国人募集 gaikokujin boshuu 外国人歓迎アルバイト gaikokujin kangei arubaito), presentarvi direttamente nel caso di bar, pub e ristoranti (presso quelli italiani sono graditi camerieri del Bel Paese per dare un’aria di autenticità al locale), ma soprattutto vi consiglio di crearvi una buona rete di conoscenze. Essere nel posto giusto al momento giusto è per metà questione di fortuna, e per metà deriva dall’impegno profuso nel farvi conoscere e apprezzare come persone.
Provate inoltre a chiedere informazioni alla scuola: capita che siano in contatto con agenzie di lavoro.

Attenzione: alcuni lavori sono vietati col visto da studente: non potete lavorare in locali per adulti (strip club, girls bar, soap house e simili) nemmeno come lavapiatti o PR, né in pachinko.

Importante: anche lavorando 28 ore a settimana coprire tutte le spese è difficile, impossibile se ci aggiungete quella per la scuola. Se il vostro livello di giapponese è ancora scarso ci vorrà almeno qualche mese prima di trovare un impiego. Vi raccomando di partire dopo aver risparmiato una cifra adeguata, non di buttarvi nella speranza di mantenervi da soli lavorando in loco.

  • Mi consigli di partire?

Trascorrere un periodo all’estero è un’esperienza che fa crescere, aiuta a diventare indipendenti e a sbrigarsela da soli, rende più forti e flessibili, impossibile elencare in due righe tutto quello che imparerete.

Tanto dipende dalle vostre aspettative, dalle ragioni per cui partite e da quanto siete motivati. Sembra scontato, ma meglio ricordarlo una volta in più: il Giappone non è quello che conoscete attraverso anime e manga, e la vita all’estero (ovunque) non è mai una passeggiata. A meno che non vogliate semplicemente fare una lunga e costosa vacanza, passerete momenti di sconforto e solitudine. Vi sembrerà di non progredire abbastanza in fretta, faticherete a farvi degli amici, incontrerete delle difficoltà per le differenze culturali. Se chiedete a me ne vale la pena, ma dovete essere ben consapevoli dei vostri obiettivi e di quanto siete disposti a investire (economicamente ed emotivamente) per ottenerli.

Consigli sparsi:

Imparate almeno hiragana e katakana e alcune espressioni di base prima di partire, alcune scuole sono piuttosto sbrigative nel trattare le basi, e conoscere questi due alfabeti vi farà partire avvantaggiati.

Prendete nota di tutte le vostre spese: è facile, soprattutto appena arrivati, farsi prendere la mano ed esagerare con lo shopping e i divertimenti. Annotare quello che spendete, e come lo spendete, vi aiuterà a regolarvi.

Scrivete una lista (da aggiornare di tanto in tanto) di quello che volete fare a ogni costo, dei luoghi in cui volete andare. Non farete comunque tutto, probabilmente, ma è un modo per vivere al massimo il tempo a vostra disposizione in Giappone.

Avvertenza:
Le informazioni si basano sulla mia esperienza personale dal 2012 al 2015 a Kyoto e non sono ovviamente da intendersi come universali. Se avete altre domande, correzioni, informazioni da aggiungere, lasciate un commento e aggiornerò l’articolo.

Questo post è stato pubblicato originariamente su Nihon: almost a love story.

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4 Comments

  1. Diego
    gennaio 28, 2017 / 4:58 pm

    Dal post sono finito sul Genji monogatari blog (ma scrivi ovunque!) e lì, incuriosito, ho iniziato a pensare che chissà, potrei provare a leggerlo. Le mille e più pagine mi intimoriscono parecchio: vale guardare riassunti, commenti e citazioni senza prima aver letto il libro? 🙂

    • Elena
      gennaio 28, 2017 / 5:59 pm

      Ciao Diego! Sì, avere troppe idee in testa e troppi progetti è uno dei miei difetti!
      Per quanto riguarda il Genji temo che i riassunti non rendano l’idea, magari prova a leggerlo con calma, un po’ alla volta. La prima volta che lo lessi impiegai diversi mesi, ma è valsa la pena!

  2. Aubrey
    febbraio 8, 2017 / 1:01 am

    Ciao!
    Ho lasciato un commento anche sul tuo vecchio blog, poi ho visto l’articolo in cui reindirizzavi i lettori qui e ho pensato di riscivere la domanda: sto pensando di partire a luglio per il Giappone per imparare questa lingua, io sono laureata in cinese ma anche il giapponese mi ha sempre affascinata. Mi sono già informata per quanto riguarda scuole, costi e così via ma ho un dubbio per quanto riguarda le garanzie finanziarie del visto e magari puoi aiutarmi: non capisco se una volta portati i documenti finisca tutto lì oppure vengono fatti controlli o qualcosa di simile anche durante la permanenza o comunque dopo.
    Ti ringrazio per l’aiuto nel caso.
    Aubrey

    • Elena
      febbraio 10, 2017 / 3:46 pm

      Ciao Aubrey,
      Per quanto riguarda le garanzie, dovrai mostrare un estratto conto tuo o del tuo sponsor per ottenere il visto, ma non ci saranno ulteriori controlli sulla tua situazione economica durante la permanenza. Fammi sapere se dovessi avere altri dubbi!